La Cheze
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| La Chéze | |
|---|---|
| Abitanti | 3891 |
| Nazione | Bretonnia |
| Ducato/Contea | Gisoreaux |
| Governatore | Christian de Beauvau |
| Razze Presenti | Umani e Nani |
| Religioni | Morr, Shallya, Dama del Lago |
| Guarnigione Fissa | 800 armigeri, 100 cavalieri |
| Peso Economico | 18mila Ducati l'anno |
E' un paesello pesantemente fortificato situato alle pendici dei monti detti "Sorelle Pallide" nella Bretonnia Centrale. La Cheze è anche la città di riferimento della Baronia di La Cheze, il territorio dove Land of Saints è per la maggior parte ambientato. E' situata nel potente Gran Ducato di Gisoreaux, uno dei centri nevralgici politici e economici della Bretonnia.
Indice |
[modifica] Storia
La Cheze era in origine una fortezza situata vicino al confine con l'Impero, sulla strada che conduce tra Gisoreaux e Marienburg. Posto da sempre a guardia di confine, visti i numerosi mercanti che passano in zona è cresciuto enormemente nell'ultimo secolo, raggiungendo la ragguardevole popolazione di 3000 anime. La Cheze è un nome in antico Bretoniano che significa "La Cittadella" o "La Fortezza".
[modifica] Storia Antica
La tradizione vuole che La Cheze sia stata fondata sulle rovine Elfiche della mitologica cittadella di Tor-Lothìriel, ancora prima dell'avvento dell'Uomo. Secondo i racconti elfici pervenuti, Tor-Lothiriel sarebbe stata una cittadella "arroccata sui monti, in guardia all'eterna vallata". Benchè La Cheze non sia di per se arroccata su un monte, la grande quantità di antiche rovine Elfiche nella zona (ora infestate da ogni tipo di amenità) fa pensare che la cittadella fosse proprio Tor-Lothìriel. La storia di Tor-Lothìriel si interrompe all'improvviso centinaia di anni prima dell'avvento dell'uomo nella Baronia di La Cheze, quando, si narra, un enorme dragone avrebbe distrutto le 10 torri di difesa del castello, e divorato i regnanti, colpevoli dell'arroganza di voler domare e addestrare i Draghi che vivevano nei monti vicini.
[modifica] Il tempo degli Uomini
La zona della Baronia venne temuta come un luogo maledetto per centinaia di anni dopo che gli Elfi se ne erano andati. Quell'angolo buio del Vecchio Mondo veniva schivato e allontanato dai primi viaggiatori nomadi. Si narra che una di queste antiche tribù di barbari (i Bretonni della tribù dei Galati), guidata da un coraggioso comandante si stabilì alle pendici dei monti, in un sottobosco selvaggio dove vi erano delle antiche rovine di un avamposto. La teoria più accreditata dagli storici Bretoniani attuali vuole che i Galati non fossero a conocenza della fama che il posto godeva tra le altre tribù di Bretonni, e decisero di stanziarvisi persuasi dall'abbondanza di risorse naturali del loco. Il racconto della avventura di questi coraggiosi guerrieri è il primo documento della presenza umana nella zona. I barbari vi si stanziarono dopo aver bonificato la zona, e ersero le prime fortificazioni di legno per difendere le loro case dalle tribù rivali. Quando Gilles le Breton, centinaia di anni dopo, li raggiunse per unificare i popoli della Bretonnia sotto un unica bandiera, i Galati inizialmente rifiutarono. Detestavano l'idea di dover condividere le risorse della Baronia con le Breton e il suo esercito. La disputa che ne nacque durò mesi, e vide i soldati di le Breton continuamente aggrediti da attacchi mordi-e-fuggi della cavalleria leggera per cui i Galati erano famosi. L'onorevole le Breton si presentò senza scorta alle porte del castello di La Cheze e sfidò a duello, davanti alla popolazione, l'allora barone Jacob lo Sfregato. Umiliato, il barone si ritirò nel castello dopo la schiacciante sconfitta inflittagli da le Breton. Al mattino dopo, Jacob venne trovato morto suicida nella sua stanza del castello. I Galati, umiliati così dall'arroganza di le Breton, decisero di non arrendersi per vendicare l'onore del loro Re, e si organizzarono per attaccare le truppe Bretoniane. Dopo la furiosa battaglia che ne seguì, pochi erano rimasti in vita tra i barbari. Gilles mise un fidato Bretoniano a capo di La Cheze (Daniel Frederick De la Croix), il quale, giurata fedeltà al Re di Bretonnia e al ducato di Gisoreaux, amministrò la bonifica del vicino bosco fino a "ritagliarlo" alle dimensioni attuali, e iniziò i primi veri e propri lavori di fortificazione in pietra del castello. Due generazioni di De La Croix dopo, nell'Anno Bretoniano 33, La Cheze già contava su un pesante dongione in pietra alto 4 piani, e una spessa cerchia muraria con 4 torri.
[modifica] Storia Recente
Durante lo sviluppo del regno La Cheze si espanse ulteriormente, restando sempre orientata allo sviluppo militare. Aggiunse un altra cerchia di mura esterne per contenere un borgo, l'attuale affollato quartiere popolare, e altre due torri di difesa lungo questa nuova fortificazione. La piazza davanti al dongione si espanse raggiungendo le attuali dimensioni del quartiere ricco. La guarnigione al comando dei De la Croix aumentò fino al migliaio di uomini d'arme e al centinaio di cavalieri. I cavalieri di La Cheze mantengono nonostante tutto la tradizione Galata di viaggiare leggeri e veloci, e sono esperti esploratori. La maggior parte dei cavalieri che parte per l'erranza da La Cheze torna vittorioso. Risale solo all'ultimo secolo la costruzione del cosìdetto Quartiere Esterno: Una striscia di mura cittadine che circondava il quartiere dei templi e delle case dei mercanti stranieri che non potevano permettersi, per mancanza di spazio prima che di soldi, una casa in borgo. La costruzione della accademia di Magia, e il passaggio di La Cheze a divenire una città vera e propria sono stati bruscamente fermati da un incidente dovuto al sabotaggio, effettuato nell'Anno Bretoniano 1512 da parte dei ribelli del vicino paese di Longroy, guidati da Lord Keggoth, un ex-sacerdote improvvisatosi condottiero, seguace di Nurgle. Quando il barone dovette vedersi a raccogliere i pezzi di ciò che era rimasto del Quartiere Esterno, la magia e la corruzione del dio della pestilenza avevano pervaso buona parte degli abitanti, e l'accademia di magia (con tutti i suoi artefatti e pericolosi oggetti magici) era stata saccheggiata. E' più di 10 anni che il quartiere resta sigillato, e viene solo saltuariamente visitato da qualche avventuriero coraggioso, contro quale i mutanti e gli eretici che vi vivono si avventano avidamente per depredarlo di tutto ciò che ha. E' tuttora un mistero il motivo che spinge i rinchiusi a non tentare una sortita, o come facciano a non morire di fame e di stenti dopo un così lungo tempo - e' stato speculato che culti del Caos dall'esterno sostentino e alimentino la popolazione all'interno del Quartiere, in attesa di chissà quale efferatezza.
[modifica] Territorio
La Cheze è situata in una zona collinosa/montuosa ai piedi dei monti detti Sorelle Pallide, i monti Sabbat e Tarin. Il terreno è rigoglioso e selvaggio, la vicina foresta di Arden nasconde la fortezza a Nord Est, mentre essa veglia vigile sulla strada per raggiungere la città stato di Marienburg e il vicino Impero. Il terreno consente a La Cheze di essere quasi auto-sufficiente, dovendo solo importare dai vicini feudi scorte di grano e bestiame (relativamente rari nella Baronia), e prodotti manufatturieri che non possono essere prodotti nella cittadella. Vi sono vicine miniere di ferro che possono sostenere tutti i bisogni di manifattura per la guerra e per la caccia. La biodiversità di flora e fauna consente a La Cheze di godere di un relativamente ricco sistema naturale che permette la creazione di diversi infusi; comune anche nella zona l'artemisia absinthium, che cresce selvaggia e indisturbata. La zona è povera di polvere nera, e anche se le armi da fuoco sono completamente bandite, quelle poche che vengono conservate illegalmente trovano poca possibilità di sparare vista la scarsità di zolfo della zona. La popolazione in cerca di altri esplosivi ha sviluppato l'uso delle erbe alchemiche per creare oli vaporosi e infiammabili che producono effetti simili al petrolio usato nei gettafiamme degli Skaven.
